Pieni e vuoti

Quel momento esatto in cui pensi “quest’ultima frase era di troppo”. E vorresti mangiarti le mani perché non si può tornare indietro, ciò che è detto è detto, chiuso. E ciò che non è detto invece è ancora aperto, in qualche modo possibile.

Una delle lezioni più importanti che ho imparato quando studiavo è stata quella sull’importanza del togliere. E, da quel momento in poi, sto lavorando per imparare a non aggiungere troppo.
Non dovrebbe essere troppo difficile, perché il foglio in fondo è uno spazio finito, con dei confini chiari e, fisicamente, più di tanto non c’entra. Ma il punto dell’equilibrio è ben prima. E l’importanza del vuoto è spesso sottovalutata.

Il vuoto dà il ritmo, è la musica del foglio, il respiro che permette di elaborare e immaginare.
E non è solo una questione di necessario o superfluo. Anche il superfluo a volte è necessario.

“La bottiglia nel mare” di Ettore Blasi.

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